Lycoperdon norvegicum Demoulin (1971)

Etimologia: Lycoperdon, dal geco “lýcos”= lupo, e “pérdomai” emettere aria dal ventre, ovvero loffa o peto di lupo, per il modo in cui vengono disperse le spore, e norvegicum della norvegia, dove è custodito l’holotypus.

 

Carpoforo: Ø 15-25mm × 20-30mm di altezza, subgloboso, turbinato-appiattito, a piriforme, base cordoncini miceliari biancastri.
Esoperidio: bianco-grigiastro, poi ocra-brunastro, marrone con toni rossiccio, formato da aculei abbastanza corti, piramidali, crociati, con le punte confluenti, ma anche singoli e appuntiti, caduchi, dopo la loro caduta lasciano nell'endoperiodo delle areolature o piccole cicatrici di forma irregolare.
Endoperidio: papiraceo, sottile, elastico, liscio, di colore crema-ocraceo.
Gleba: (Carne) all’inizio di colore bianca, ocra-olivastra, ocra-marrone-olivastra, infinea maturazione (polvere sporale e capillizio) viene espulsa, attraverso un orifizio (stoma) fimbriato, che si apre alla sommità del carpoforo, Subgleba spugnosa, a cellette abbastanza grandi, è di color biancastra, a giallo-paglierino, senza traccia di pseudodiaframma.
Habitat: prateria alpina. San Colombano (Valdisotto) hslm 2500-2600.

Immagine 2

Ambiente: Prati Alpini oltre la vegetazione


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