Boletus edulis Bull. (1782)

Sinonimi:
Boletus edulis f. arcticus Vassilkov, Bekyi Grib: 16 (1966)
Boletus edulis f. laevipes (Massee) Vassilkov,: 13 (1966)
Boletus edulis subsp. trisporus Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 33(2): 326 (1974)
Boletus edulis var. arcticus (Vassilkov) Hlavácek, Mykologický Sborník 71(1): 9 (1994)
Boletus edulis var. laevipes Massee, Brit. Fung.-Fl. 1: 284 (1892)
Boletus solidus Sowerby, Coloured figures of English Fungi or Mushrooms (London) 3: tab. 419 (1809)
Dictyopus edulis (Bull.) Forq., (1890) [1889]
Leccinum edule (Bull.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 647 (1821)

Etimologia: dal greco “bölos”= zolla, da cui “bolétes” fungo in genere, e dal latino “edúlis” edule, commestibile.

 

Cappello: Ø 50-120-250 mm. molto carnoso e sodo, dapprima emisferico, quindi convesso talvolta, piano-depresso, cuticola untuosa, di colore variabile, dal biancastro al bruno-castano, brunastro-nero, con tutte le varie tonalità intermedie, margine generalmente più chiaro eccedente.
Tuboli: pressoché liberi al gambo,lunghi,facilmente asportabili dal cappello,bianchi,poi giallo-verdastri.
Pori: all'inizio quasi invisibili, poi fini tondeggianti, con le stesse colorazioni dei tuboli.
Gambo: 50-100-150 mm. generalmente ventricoso, obeso, robusto, ma anche slanciato cilindrico, pieno, sodo, di colore bianco, biancastro, nocciola, bruno pallido, ricoperto dall'alto verso il basso da un reticolo a maglie piccole oblunghe concolori.
Carne: soda, compatta da giovane, poi molle e spugnosa, bianca immutabile.
Odore: tipico fungino.
Sapore: dolce, gradevole.
Habitat: ubiquitario, boschi di conifere e latifoglie.

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Ambiente: Boschi di aghifoglie e latifoglie

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