|
Detti
funghi della<ruggine>: ruggini opsicicliche etoroiche,
appartiene all'ordine delle Uredinali.
Gymnosporangium
clavariaeforme è un tipico esempio di <eterocismo>
cioè, questa specie ha bisogno per il proprio ciclo
vitale di più piante ospiti, sensa le quali non può
riprodursi. Il (fungo) sviluppa un micelio pluricellulare
in grado di penetrare nelle cellule della pianta ospite, (in
questo caso ginepro comune) questa reagisce con dei "tumori"
(rigonfiamenti) sulla su cui superfice compaiono delle fruttificazioni
gelatinose, piccole linguette di color giallo, giallo-arancio,
di 10-20 mm. Le linguette gelatinose non sono altroche ammassi
di teleutosori o teleiosori, pieni di spore bicellulari peduncolate
dette teleutospore o teleiospore. Le teleutospore, in un momento
favorevole (di solito alle prime piogge primaverili) producono
un basidio, che si divide in 4 cellule, ciascuna delle quali
produrrà una basidiospora, la quale viene dispersa
dal vento. Quando una basidiospora cade su una foglia di rosacea
(biancospino sorbo ecc.) nel nostro caso biancospino, germina
in una goccia d'acqua. Il tesuto della foglia viene invaso
dal micelio che forma degli ammassi detti spermogoni o picnidiosori,
i quali danno origine a picnidiospore o spermazi, vengono
liberate mediante secrezioni liquide odorose. Queste esecrezioni
attirano insetti e assicurano la diffusione degli spermazi
ed il loro trasporto di spermogoni di una certa polarità
sessuale e spermogoni di polarità sessuale differente.
Avvenuta la copulazione si formeranno nuovi ammassi micelari
con cellule binucleate chiamati ecidiosori localizzati nella
pagina inferiore della foglia, (col nome di Rostelia
Lacerata (vedi Immagine
1 e Immagine
2)).
In seguito queste strutture produrranno le ecidiospore, spore
binucleateo dicariofitiche, che vevengono disperse dal vento
e potranno germinare solo se portate su un nuovo ospite (un'altra
rosacea). Qui il micelio dicariofitico, invade il tessuto
della pagina inferioredella foglia formando delle strutture
riproduttive dette uredosori, dal carateristico color bruno-ruggine.
Gli uredosori produrranno in seguito le uredospore, (spore
sempre dicariofitiche) in grado di propagare e riprodurre
nuovi micelidicariofitici su ospiti della stessa specie. Dopo
un certo tempo, determineranno la morte dell'ospite e da condizioni
climatiche favorevoli, un'uredospora formerà un micelio
in grado di produrre nuove strutture, i teleutosori che produrranno
teleutospore chiudendo il ciclo di queste complicate uredidinales.
Habitat: Ginepro comune (Juniperus communis).
Immagine
2
Microscopia:
exs.
n.529
Ecidiospore: 13,42-17,05 x 8,78-11.20 µm.
Teleutospore: 80,37-104,30 x 14,09-19,66
µm
Descrizione
tratta dal libro:
ROBERTO GALLI. I FUNGHI DOVE. QUANDO n.47
(1998).
LUIGI VIGNOLI (1964): SISTEMATICA delle piante
inferiori TALLOFITE.
|