Gymnosporangium clavariaeforme (Wulfen) DC. (1805)
 

 

Detti funghi della<ruggine>: ruggini opsicicliche etoroiche, appartiene all'ordine delle Uredinali.

Gymnosporangium clavariaeforme è un tipico esempio di <eterocismo> cioè, questa specie ha bisogno per il proprio ciclo vitale di più piante ospiti, sensa le quali non può riprodursi. Il (fungo) sviluppa un micelio pluricellulare in grado di penetrare nelle cellule della pianta ospite, (in questo caso ginepro comune) questa reagisce con dei "tumori" (rigonfiamenti) sulla su cui superfice compaiono delle fruttificazioni gelatinose, piccole linguette di color giallo, giallo-arancio, di 10-20 mm. Le linguette gelatinose non sono altroche ammassi di teleutosori o teleiosori, pieni di spore bicellulari peduncolate dette teleutospore o teleiospore. Le teleutospore, in un momento favorevole (di solito alle prime piogge primaverili) producono un basidio, che si divide in 4 cellule, ciascuna delle quali produrrà una basidiospora, la quale viene dispersa dal vento. Quando una basidiospora cade su una foglia di rosacea (biancospino sorbo ecc.) nel nostro caso biancospino, germina in una goccia d'acqua. Il tesuto della foglia viene invaso dal micelio che forma degli ammassi detti spermogoni o picnidiosori, i quali danno origine a picnidiospore o spermazi, vengono liberate mediante secrezioni liquide odorose. Queste esecrezioni attirano insetti e assicurano la diffusione degli spermazi ed il loro trasporto di spermogoni di una certa polarità sessuale e spermogoni di polarità sessuale differente. Avvenuta la copulazione si formeranno nuovi ammassi micelari con cellule binucleate chiamati ecidiosori localizzati nella pagina inferiore della foglia, (col nome di Rostelia Lacerata (vedi Immagine 1 e Immagine 2)).
In seguito queste strutture produrranno le ecidiospore, spore binucleateo dicariofitiche, che vevengono disperse dal vento e potranno germinare solo se portate su un nuovo ospite (un'altra rosacea). Qui il micelio dicariofitico, invade il tessuto della pagina inferioredella foglia formando delle strutture riproduttive dette uredosori, dal carateristico color bruno-ruggine. Gli uredosori produrranno in seguito le uredospore, (spore sempre dicariofitiche) in grado di propagare e riprodurre nuovi micelidicariofitici su ospiti della stessa specie. Dopo un certo tempo, determineranno la morte dell'ospite e da condizioni climatiche favorevoli, un'uredospora formerà un micelio in grado di produrre nuove strutture, i teleutosori che produrranno teleutospore chiudendo il ciclo di queste complicate uredidinales.
Habitat: Ginepro comune (Juniperus communis).

Immagine 2

Microscopia: exs. n.529
Ecidiospore: (13,42)14,50-16,35-21,67(22,18) × (8,36)8,54-10,105-11,57(14,16)µm.
Teleutospore: 2: 3: (86,26)89,84-99,03-113,09(118,57) × (13,66)14,26-16,36-18,38(19,39)µm.

Descrizione tratta dal libro:
ROBERTO GALLI. I FUNGHI DOVE. QUANDO n.47 (1998).
LUIGI VIGNOLI (1964): SISTEMATICA delle piante inferiori TALLOFITE.


Ambiente: Boschi di aghifoglie


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