Macrolepiota puellaris (Fr.) M. M. Moser (1967)

Sinonimo:
Lepiota puellaris (Fr.) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge): 65 (1922)
Lepiota rachodes var. puellaris (Fr.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 29 (1887)

Etimologia: il nome del genere origina dal greco “makrós”= grande, e da “lepiota”= per la sua somiglianza con questo genere di funghi, e puellaris, da “puella”= fanciulla, perché candido e tendente ad arrossire come una fanciulla.

 

Cappello: Ø 50-100 mm. all'inizio ovoide, campanulato, poi emisferico, convesso, infine convesso-appianato, cuticola rotta in squame bianche disposte concentricamente, con disco centrale liscio, di colore grigio-brunastro, margine sottile, appendicolato da resti del velo.
Lamelle: libere, fitte, larghe, di colore bianche poi crema-rosate, imbrunenti al tocco.
Gambo: 90-130 mm. cilindrico, slanciato, bulboso alla base, liscio, fistoloso, bianco-brunastro, leggermente arrossante al tocco e alla base
Anello: bianco, membranoso, scorrevole, frangiato lanoso al margine.
Carne: bianca, leggermente arrosssante verso la base del gambo.
Odore: leggero di radice.
Sapore: dolciastro.
Habitat: Abete rosso (Picea abies).

Immagine 2

Ambiente: Boschi di aghifoglie


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