Amanita muscaria (L.) Lam. (1783)

Sinonimi:
Agaricus muscarius L., Sp. Plantarum 2: 1172 (1753)
Agaricus nobilis Bolton, Hist. fung. Halifax 2: [no.] 53, tab. 46 (1788)
Amanita circinnata Gray, Nat. arr. Brit. pl. (London) 1: 600 (1821)
Amanita muscaria (L.) Lam., Encycl. Méth. Bot. (Paris) 1(1): 111 (1783) var. muscaria
Amanitaria muscaria (L.) E.-J. Gilbert, Iconographia Mycologica 27(Suppl. 1): 76 (1941)
Amanitaria muscaria (L.) E.-J. Gilbert, in Bresadola, Iconogr. Mycol. 27(Suppl. 1): 76 (1941) var. muscaria
Venenarius muscarius (L.) Earle, Bulletin of the New York Botanical Garden 5: 450 (1909) [1906]

Etimologia: Amanita, dal greco “Amanó”, monte tra la Cilicia e la Siria, o forse dal greco “amanítai” appellativo usato dagli antichi greci per indicare genericamente i funghi, e muscaria, dal latino “muscarius”, delle mosche, per le sue proprietà moschicide.

 

Cappello: Ø 70-120-200 mm. da ovato ad emisferico, poi convesso, infine appianato, a volte leggermente depresso, di colore rosso-arancio, rosso-vermiglio, rosso-fragola, ricoperto da numerose verruche bianche detersili, (residui del velo generale) ± piramidali, margine finemente striato.
Lamelle: molto fitte, ventricose, libere al gambo, intercalate da lamellule, di colore bianche, bianco-paglierino.
Gambo: 120-280 mm. cilindrico, da pieno a cavo, irregolarmente fioccoso, bianco leggermente ingrossato alla base in un bulbo ovoidale.
Anello: supero, molto ampio, bianco o paglierino, liscio o leggermente striato nella parte superiore, con al bordo rimanenze fioccose giallastre residui del velo generale.
Volva: di bcolore biancastro,
fragile, semilibera, dissociata in placche, verruche, e da cercini concentrici aderenti al bulbo.
Carne: bianca,fragile.
Odore: nullo.
Sapore: dolciastro gradevole.
Habitat: ubiquitario, Abete rosso (Picea abies), Betulla (Betula pendula), e boschi misti.

Immagine 2 3

 

Ambiente: Boschi di aghifoglie e latifoglie

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