Amanita phalloides (Vail. ex Fr.) Link. (1833)

Sinonimi:
Agaricus phalloides Vaill. ex Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 13 (1821)
Amanita viridis Pers., Tent. disp. meth. Fung.: 67 (1797)
Amanitina phalloides (Vaill. ex Fr.) E.-J. Gilbert, Iconographia Mycologica 27(Suppl. 1): 78 (1941)
Fungus phalloides Vaill., Parerga lichenol. (Breslau): tab. 14, fig. 5 (1859)

Etimologia: Amanita, dal greco “Amanó”, monte tra la Cilicia e la Siria, o forse dal greco “amanítai” appellativo usato dagli antichi greci per indicare genericamente i funghi, e phalloides, dal greco “éidos”= somiglianza, sembianza di questa specie di fungo allo stadio giovanile con le specie del genere “Phallus”.

Cappello: Ø 40-80-150 mm. emisferico, a convesso-campanulato infine pianeggiante, più o meno depresso al centro, percorso da fini e fitte febrille radiali, cuticola separabile, di colore variabile, giallo-verdognolo-olivastro, giallo-olivastro, a completamente bianco nella var.alba, margine liscio, appena eccedente, biancastro.
Lamelle: bianche, fitte, libere al gambo, intercalate da lamellule, libere al gambo, biancastre con riflessi giallo-verdastri in vecchiaia.
Gambo: 60-130 mm. slanciato, attenuato in alto, bulboso alla base, pieno, poi midolloso, biancastro, decorato da tipiche zigrinature gialle-verdastre.
Anello: apicale, sottile e membranoso, più o meno persistente biancastro.
Volva: sacciforme, membranosa, ampia, persistente, libera all'orlo, bianca.
Carne: fibrosa,bianca,sufmata di giallo-verdastro sotto la cuticola.
Odore: quasi nullo nel fungo giovane,repellente,putrido,nell'adulto.
Sapore: dolciastro.
Habitat: sotto latifoglie, soprattutto Noccioli(Corylus avellana), in boschi misti Noccioli(Corylus avellana)-Pino silvestre(Pinus sylvestris), ma anche in boschi puri di aghifoglia Abete rosso (Picea abies), (vedi 2-3).

Immagine1 2 3

Ambiente: Boschi di aghifoglie e latifoglie

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