Bovista nigrescens Pers. (1794)
Sinonimi: Lycoperdon globosum Bolton (1787)

 

Carpoforo: Ø 30-70 mm. globoso, subgloboso, con base ± appuntita, sprovvisto di una base sterile, attaccato al suolo con un ciuffo di ife miceliari radicante, comunque a maturazione si staccano dal terreno, liberi di rotolare in balia del vento.
Esoperiodo: sottile fragile, all’inizio di colore bianco, ricoperto da una pruinosità pulverulenta, poi si frammenta (come un guscio d'uovo) in scaglie caduche, biancastro-sporco, brunastro, annerente a partire dalla base, lasciando intravedere il sottostante (endoperiodo).
Endoperiodo: all’inizio di colore biancastro-nocciola, poi bruno-porporino, bruno-nerastro, di consistenza pergamenacea con il secco, flessibile e resistente con l’umidità, a maturità si rompe all'apice producendo un'apertura irregolare (ostiolo) che favorisce la dispersione delle spore, per rotolamento dei carpofori liberi.
Gleba: all’inizio bianca, poi giallo-olivastra, infine a maturità costituita da una polvere sporica e capillizio, di colore bruno-porpora-scuro, bruno-cioccolato.
Sapore Odore: quando la carne è bianca, gradevole fungino.
Habitat: prateria alpina.

Immagine 2

Microscopia: esx. n.534
Spore: 2: globose, sublisce a finemente verrucose-punteggiate, monoguttulate, 4,10-5,33-6,10 µm. con sterigma ± diritto, quasi sempre tronco, lungo 5,64-9,76-13,08 µm.
Capillizio: 2: composto da ife ramificate, sinuose, con tronchi principali larghi, 12,68-16,37,22,79 µm., e con parete spessa larga, 3,30-5,79 µm.

Ambiente: Prati Alpini oltre la vegetazione


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