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Carpoforo:
Ø 30-70 mm. globoso, subgloboso, con base ±
appuntita, sprovvisto di una base sterile, attaccato al suolo
con un ciuffo di ife miceliari radicante, comunque a maturazione
si staccano dal terreno, liberi di rotolare in balia del vento.
Esoperiodo: sottile fragile, all’inizio
di colore bianco, ricoperto da una pruinosità pulverulenta,
poi si frammenta (come un guscio d'uovo) in scaglie caduche,
biancastro-sporco, brunastro, annerente a partire dalla base,
lasciando intravedere il sottostante (endoperiodo).
Endoperiodo: all’inizio di colore biancastro-nocciola,
poi bruno-porporino, bruno-nerastro, di consistenza pergamenacea
con il secco, flessibile e resistente con l’umidità,
a maturità si rompe all'apice producendo un'apertura
irregolare (ostiolo) che favorisce la dispersione delle spore,
per rotolamento dei carpofori liberi.
Gleba: all’inizio bianca, poi giallo-olivastra,
infine a maturità costituita da una polvere sporica
e capillizio, di colore bruno-porpora-scuro, bruno-cioccolato.
Sapore Odore: quando la carne è bianca,
gradevole fungino.
Habitat: prateria alpina.
Immagine
2
Microscopia: esx. n.534
Spore:
2:
globose, sublisce a finemente verrucose-punteggiate,
monoguttulate, 4,10-5,33-6,10 µm. con sterigma ±
diritto, quasi sempre tronco, lungo 5,64-9,76-13,08 µm.
Capillizio:
2:
composto da ife ramificate, sinuose, con tronchi principali
larghi, 12,68-16,37,22,79 µm., e con parete spessa larga,
3,30-5,79 µm.
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